Cura progetto, sceneggiatura e regia del video “Torino al futuro”che illustra in cinque video percorsi, scomposti e integrati in altrettante video installazioni i cambiamenti di Torino in vista dei giochi olimpici invernali, all’interno di AtriumTorino. Il video è stato distribuito in allegato a La Stampa e La Repubblica.
di seguito, un mio contributo al libro di Anna Martina: Comunicare la Città. Il caso di Torino olimpica. ed. Bruno Mondadori
“Raccontare Torino che cambia attraverso cinque passeggiate mi è sembrata un’occasione irripetibile per creare un parallelo sotteso, ma poi neanche tanto, tra la poliedricità di Torino e quella dei linguaggi espressivi che toccano quotidianamente ciascuno di noi. In fondo la commistione dei linguaggi utilizzata nella realizzazione dei video rispecchia la commistione, straordinaria e sorprendente, di identità, cultura tecnologia, arte, sapori colori, luci da cui Torino è attraversata e che ha colpito in maniera insolita anche noi nel corso delle riprese. Forse proprio questa intuizione ci ha permesso di pensare ad un filmato di grande divulgazione (realizzato a fini non televisivi) che non somiglia a nessun altro. Proprio come Torino. Una commistione di linguaggi e tecniche differenti – video art, cinema televisione, giornalismo – integrati in un unico prodotto comunicativo in grado di restituire in modo chiaro e semplice per tutti, ma al tempo stesso accattivante, sia la Torino di oggi sia quella di domani. Senza rinunciare alla complessità propria di una città. Un’esperienza professionale entusiasmante per noi che le abbiamo dato vita, perché sentendoci in una città in qualche modo senza limiti, ci siamo comportati di conseguenza, lasciandoci andare alla sperimentazione tecnica e linguistica, quasi certi di restituire così il senso di originalità che Torino trasmette anche quando non te ne rendi conto e che adesso, a trasformazioni avvenute, appare chiaro a tutti coloro che la visitano e che ci abitano. Tutte le scelte tecniche convergono in questa direzione. A partire da quella di Carlo Massarini divulgatore in grado di farsi capire e ascoltare davvero da tutti: un romano che scopre Torino e la racconta con l’apparente semplicità della sua tranquilla capacità espositiva. Il montaggio è cinematografico. Vi sono molti stacchi all’interno del montaggio di base ma lo spettatore ha la possibilità di eseguire dei “tagli” a suo piacimento spostando lo sguardo da uno schermo all’altro, grazie alla disposizione degli schermi. Questo dà luogo ad infinite possibilità di montaggio affidate alla percezione di ogni singolo spettatore Ad ogni percorso è stato destinato un blocco da otto schermi di dimensione differente. Su tre di questi Carlo Masarini viaggia spostandosi da uno schermo all’altro mentre sugli altri cinque si avvicendano le immagini della città passata presente e futura. Il parlato è unico e si adatta a qualsiasi blocco di immagini si stia guardando. Il sonoro fa ricorso ai rumori della città trasformati in suoni evocativi commistionati alla musica e al parlato. Infine le musiche, parte integrante dell’intero progetto, perchè affidate ad una parte importante della cultura giovanile della città: Mau Mau, Linea 77, Mambassa, Eiffel 65, Africa Unite. Un lavoro complesso che ci ha permesso però di rappresentare la città in un modo addirittura più chiaro di quanto io stesso non mi aspettassi.”
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